ROSMARINUS OFFICINALIS L.
W. Shakespeare, Amleto
NOME SCIENTIFICO ROSMARINO OFFICINALIS L. // NOME COMUNE ROSMARINO // NOME ALGHERESE ROMANÍ (pr«rumaní»») // NOME SARDO Rosmarinu, Romaninu, Romaniu, Arromaniu, Romasinu, Rumasinu, Rumosinu, Zipiri, Ozzipiri
Tra le piante della macchia mediterranea è sicuramente una delle essenze più conosciuta, utilizzata e amata. Non a caso si è conquistata dal grande erborista Mességuè il titolo di “Principe delle Aromatiche”. In Sardegna non c’è collina, pianura, costa a piacco sul mare che non ospiti i suoi sempreverdi cespugli puntellati dai delicati fiori il cui colore spazia dall’azzurro al lilla e, più raramente, al bianco. Generosi di polline e nettare questi fiori “stregano” le api mellifere che, per ringraziare il Principe di tanta generosità, confezionano il suo miele, uno dei più ricercati e delicati mieli unifloreali dell’Isola. Fin dall’antichità miti e leggende hanno raccontato le sue proprietà terapeutiche, propriziatorie e magiche. In Sardegna si usava bruciare i suoi rametti per proteggere e purificare la casa dalle negatività.
motivo che spinse Carlo Magno ad invitare i contadini del suo regno a coltivare il rosmarino nei loro orti. In Sardegna si usava bruciare i suoi rametti per proteggere e purificare la casa dalle negatività
Simbolo di vita eterna in epoca greca e romana, oggi il rosmarino è conosciuto sempre più come l’essenza della “memoria e del ricordo”. Respirare il suo profumo, bere regolarmente un suo idrolato aiutano la memoria e le facoltà cognitive.
(1) Forestas, Rosmarino, SardegnaForeste.it